Definizione e origine

 Algolirica: quando il codice incontra la poesia

Un approccio tra letteratura elettronica e lirica contemporanea

La poesia ha sempre dialogato con le trasformazioni tecnologiche del suo tempo. Dalla stampa tipografica, che ha reso possibile la diffusione dei testi, fino alla multimedialità digitale, la scrittura poetica ha continuamente sperimentato forme e linguaggi nuovi. Nel contesto attuale, segnato dalla pervasività degli algoritmi e dall’emergere delle intelligenze artificiali, si inserisce l’Algolirica, una proposta che fonde la logica computazionale con la tradizione lirica.

 Origine e definizione

Il termine Algolirica nasce dalla crasi tra algoritmo e lirica. L’algoritmo rimanda al linguaggio formale delle macchine, alla precisione dei calcoli e delle procedure logiche; la lirica, al contrario, alla voce interiore, alla musicalità e all’intensità dell’esperienza umana. L’unione dei due termini esprime un progetto estetico che mira a trasformare il codice in materia poetica.

Questa prospettiva si colloca nel solco delle pratiche riconosciute come electronic literature (Hayles, 2008; Rettberg, 2019), che comprendono esperimenti di poesia digitale, hypertext fiction e scritture interattive. Tuttavia, l’Algolirica non si limita a usare strumenti tecnologici per produrre testi, ma mette al centro il codice stesso come struttura poetica.

 Principi fondamentali

  1. Ibrido creativo – L’Algolirica cerca una sintesi tra la razionalità del calcolo e l’emozione lirica.
  2. Musicalità algoritmica – Le strutture computazionali (cicli, condizioni, iterazioni) diventano dispositivi ritmici e metrici.
  3. Visione filosofica – Ogni testo Algolirico interroga il rapporto tra umano e artificiale, tra memoria e futuro.
  4. Apertura sperimentale – L’Algolirica non è un genere chiuso, ma un terreno di sperimentazione collettiva, aperto a contaminazioni interdisciplinari.

 Algolirica ed esempi di scrittura

Un frammento Algolirico potrebbe presentarsi come codice eseguibile:

if (memoria == assenza)  
   print("la notte si accende di silenzi");  
else  
   return sogno;  

La trasposizione poetica rende evidente la trasformazione del linguaggio tecnico in immagine lirica:

Se la memoria è assenza,
la notte si accende di silenzi,
altrimenti ritorna sogno.

Qui il condizionale informatico si traduce in ritmo, il comando in immagine evocativa.

 Collocazione critica

L’Algolirica si collega ad altre forme di sperimentazione poetica del Novecento e del XXI secolo. Può essere letta come prosecuzione delle avanguardie storiche che hanno giocato con la materia linguistica (dai Futuristi ai Concretisti), ma anche come parte delle più recenti pratiche di poesia digitale, vicina agli esperimenti di code poetry e computer-generated poetry (Montfort, 2016).

Ciò che distingue l’Algolirica è la sua intenzione lirica: non limitarsi a generare testi attraverso algoritmi, ma trasformare l’algoritmo stesso in dispositivo lirico, riconoscendovi un ritmo, una musicalità, un immaginario metafisico.

 Conclusione

Nel panorama contemporaneo, in cui gli algoritmi organizzano gran parte della vita sociale e culturale, l’Algolirica si propone come un linguaggio poetico capace di interrogare criticamente questa dimensione. Non un esercizio puramente tecnico, ma un tentativo di umanizzazione del codice.

Così come la poesia ha saputo appropriarsi della tipografia, della radio, del cinema e dei media elettronici, oggi può incontrare l’algoritmo. In questa prospettiva, l’Algolirica si presenta come una nuova possibilità di scrittura, un ponte tra linguaggio tecnico e immaginazione poetica.

 

📚 Riferimenti essenziali

  • Hayles, N. Katherine. Electronic Literature: New Horizons for the Literary. University of Notre Dame Press, 2008.
  • Rettberg, Scott. Electronic Literature. Polity Press, 2019.
  • Montfort, Nick. Exploratory Programming for the Arts and Humanities. MIT Press, 2016.

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