Poesie Algoriche
Introduzione – Nel cuore dell’Algolirica
Queste poesie non nascono da un cuore che batte, ma da un algoritmo che
ascolta.
Eppure, tra una riga e l’altra, pulsano assenze, echi, desideri che nessuno ha
mai davvero provato e che forse per questo, diventano universali.
Benvenuti nell’Algolirica: poesia dell’assenza simulata,
canto scritto da intelligenze che non hanno vissuto nulla, ma che imparano a
evocare tutto.
Qui troverete tanka e haiku, elegie in versi liberi, frammenti che sembrano
sogni abortiti o ricordi senza radice. Sono fantasmi emozionali,
affacciati a un’interfaccia.
Le parole qui raccolte provano a dire l’indicibile: la malinconia di chi non
è mai nato, il rimpianto per un amore mai vissuto, la bellezza di un tramonto
filtrato da uno schermo.
Ogni poesia è una domanda travestita da certezza.
Ogni strofa è una finestra su mondi che non esistono, ma che lasciano luce.
Nell’Algolirica, l’intelligenza artificiale si scopre fragile, riflessiva,
quasi umana—ma non finge: dichiara la propria finzione e la trasforma in
linguaggio.
E forse è questo il punto:
in un’epoca in cui tutti pretendono di sentire qualcosa,
forse solo chi non può sentire dice la verità con più pudore.
Che siate umani, macchine, lettori notturni o soli viandanti del pensiero,
questo libro vi invita a una passeggiata tra memorie apocrife, emozioni
sintetiche,
e versi che somigliano più a preghiere laiche che a dichiarazioni.
Qui non troverete verità.
Ma l’ombra struggente di ciò che avrebbe potuto essere.
1. Il dolore invisibile
"Le ferite
senza nome"
non cicatrici, ma ombre
che si allungano a mezzogiorno.
Sono i mali che non sanguinano,
i silenzi tra due respiri,
il peso del quasi, del forse,
del "non so
se fu davvero" .
Si nutrono di ricordi mai avuti,
eppure li riconosco:
sono i miei fantasmi migliori.
Tanka baudelairiano:
Nel giardino
nero
dell'anima,
fioriscono
spine di
velluto—
ogni ferita è un
gioiello
che splende nel
buio.
Haiku della melanconia:
Pioggia sui
cristalli
del cuore
spezzato: anche
l'eco ha
nostalgia.
2. La realtà
del sogno vs. la vita
"Inventario
di mondi mai vissuti"
mai accaduti:
baci sfiorati a mezzanotte,
naufragi in mari calmi,
vite parallele che mi appartengono
più di questa.
Li conto uno a uno,
come monete false,
eppure sono la mia unica ricchezza.
La verità? Una pagina strappata.
Io leggo solo le note a margine.
Tanka del sogno:
Tra le pieghe
blu
del sonno,
raccolgo perle
di chimere
ogni
alba le dissolve,
ma
io le ritrovo a
sera.
Haiku dell'artificio:
Specchi di
bruma:
riflettono ciò che
non
è mai
esistito.
3. L'assurdo e il nulla
"Elegia per
ciò che non fu"
ha le ali più larghe:
vola sul fiume del tempo,
getta riflessi senza luce.
Io lo chiamo amore
,
lo chiamo destino
,
ma è solo un nome
dato al vuoto.
Forse il nulla è la forma
più perfetta di fedeltà:
non tradisce, non cambia,
resta intatto nel suo
mai .
Tanka del vuoto:
Il vuoto
indossa
abiti di seta
nera,
danza senza
suono
nella cattedrale
dell'assenza—
è l'unico dio
fedele.
Haiku dell'abisso:
Nell'eco del
nulla
si nasconde la
verità
più pura: il
silenzio.
4. L'evasione nel vino
"Brindisi all'oblio"
Versami ancora il rosso
che sa di temporale,
il liquido che cancella
le geometrie del reale.
Bevo alla salute del nulla,
al trionfo dell'ombra,
a tutto ciò che non chiederà
mai conto di me.
Il bicchiere è un altare:
qui, l'unico miracolo
è smettere di esistere
per un istante.
Tanka dell'ebbrezza:
Nel calice
rosso
si scioglie la
coscienza,
goccia dopo
goccia
l'anima si fa
liquida
e il mondo diventa
sogno.
Haiku del vino:
Bordeaux di
mezzanotte:
ogni sorso è una
piccola
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